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LE CALLE E LA GONDOLA_La morte a Venezia

LE CALLE

 

"Un’afa ripugnate pesava sulle calli; l’aria era così densa che gli odori emanati dalle case, dai negozi, dalle bettole – vapori d’olio, buffate di profumo e altro ancora – formavano una caligine spessa che non riusciva a dissolversi. Anche il fumo delle sigarette rimaneva sospeso nell’aria, disperdendosi solo a poco a poco."

"In una piazzetta silenziosa – uno di quegli angoli che, nel cuore di Venezia, sembrano immersi in uno smemorato incantesimo – si riposò sul margine di un pozzo e, mentre si asciugava la fronte, capì che doveva partire."

A Venezia, calli, calli larghe o, al diminutivo, callette e calleselle sono le vie, le strade che si intersecano per la città formando quel complicato dedalo nel quale è facile perdersi. Il termine Calle deriva dal latino callis, cha significa viottolo,sentiero, mulattiera. La larghezza delle calli può variare dai 0.60 mt. delle più strette ai 6 / 8 metri delle più larghe, che proprio per questo si chiamano "calle larga"(Calle Larga San Marco, Calle Larga XXII marzo). Anticamente tutto il territorio della città era di proprietà privata, ma quando venivano concessi dei permessi per costruire nuove costruzioni, la Repubblica obbligava i proprietari di lasciare un passaggio, che diventava pubblico, tra una proprietà e l'altra. Per questo motivo la distanza fra le abitazioni era in minimo indispensabile, anzi in alcune occasioni le case erano più grandi della strada in quanto una parte era sporgente sulla strada stessa e le sporgenze sono i Barbacani, anch'essi rigorosamente campionati e dovevano essere conformi al Barbacane campione di Calle della Madonna nei pressi di Rialto.

 

LA GONDOLA

 

La gondola, la lunga nera imbarcazione che si muove sinuosa nel canali di Venezia, è uno dei più antichi simboli di Venezia, famosa in tutto il mondo. Lunga 11 metri, larga 1,40 ed alta circa 0,65, ha una forma asimmetrica sull’asse longitudinale, quello che attraversa la barca da prua a poppa, con uno scostamento di circa 24cm a destra rispetto a quello di sinistra. Questo permette al gondoliere di manovrare con più facilità l’imbarcazione. Fin dagli albori della città gli spostamenti da isola in isola erano effettuati su imbarcazioni che, per necessità di navigazione nelle basse acque lagunari, dovevano avere fondo piatto per avere minor pescaggio e quindi potevano navigare anche su fondali molto bassi, senza arenarsi.Prima che si potesse avere la gondola così come la vediamo oggi sono occorsi secoli di cambiamenti e miglioramenti nella costruzione della barca che più di ogni altra simboleggia Venezia. Era l’imbarcazione più comoda che esistesse per il trasporto passeggeri in laguna. Sulla parte centrale, dove sono i posti a sedere, durante la stagione fredda, veniva coperta con una particolare cabina, il Felze , che permetteva l’isolamento dal freddo ed anche dal gondoliere, avendo finestrini a vetri ed una porta anteriore. La gondola poteva nascere solo in un posto dal fascino arcano: lo "squèro". Lo squero è una sorta di cantiere per la costruzione di imbarcazioni. Il suo nome sembra derivare dal greco "eskharion" (= cantiere, piccolo scalo per il varo); qualche studioso di cose veneziane lo farebbe derivare da "squara", lo strumento usato dai carpentieri. Al giorno d'oggi sono pochi gli squeri che sono sopravvissuti alla decadenza della città, prima, ed all'impatto tecnologico.

"Chi nel mettere piede la prima volta, o dopo una lunga assenza, su una gondola veneziana, non ha dovuto reprimere un brivido fugace, un senso segreto di disagio o di avversione? Giunto immutato a noi dai tempi delle ballate, nero come nere al mondo sono soltanto le bare, lo strano legno evoca alla nostra mente tacite, delittuose avventure nel sussurro notturno delle acque; e soprattutto evoca la morte stessa, il feretro, il corteo tetro, il silenzio dell’ultimo viaggio. E chi ha notato che il sedile di tale barca, quel piccolo sofà verniciato di funebre nero, provvisto di tenebrosi cuscini, è il più molle, invitante e rilassante di tutti i sedili? Di ciò si accorse Aschenbach non appena fu seduto ai piedi del gondoliere, dirimpetto al suo bagaglio ben ordinato presso il rostro."

 

 

Ph. Sara Algeri 

 

Ultimo aggiornamento: 21-07-2017

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