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IL PONTE DEI SOSPIRI E HOTEL LES BAINS_La morte a Venezia

IL PONTE DEI SOSPIRI

 

Il Ponte fu voluto dal doge Marino Grimani, di cui porta lo stemma, nel 1602, per collegare Palazzo Ducale all'edificio delle Prigioni Nuove. Il Ponte dei Sospiri, costruito in pietra bianca d'Istria, nasconde completamente due corridoi separati da un muro che collegano le Prigioni, l'uno diretto alle Sale dei Magistrati situate al piano nobile del Palazzo Ducale, l'altro alle Sale dell'Avogaria e al Parlatorio. Ciascun corridoio è poi collegato alla scala di servizio che dai Pozzi porta fino ai Piombi. Il ponte, in stile barocco, è al primo piano, pensile e tutto chiuso. Progettato "aereo" dall'architetto Antonio Contin per offrire la massima sicurezza contro ogni tentativo di fuga, doveva servire per far transitare i carcerati dalle prigioni alle stanze dei magistrati, dove dovevano essere processati.Il ponte deve la denominazione alla letteratura romantica che vi vedeva il luogo dell'ultimo momento di struggimento per quell'incantevole paesaggio che appariva al prigioniero dalle finestre del ponte che lo consegnava al carcere. Per tradizione popolare, si dice che il Ponte dei sospiri abbia questo nome perchè in esso transitavano i condannati o i detenuti in attesa di giudizio, i quali potevano vedere la luce del giorno e il bellissimo panorama del bacino e della laguna per l'ultima volta, sospirando quindi per la terribile detenzione che li aspettava nelle durissime celle della Serenissima.

Ph. Sara Algeri 

L'HOTEL DES BAINS

 

"Dall’ingresso posteriore, aperto su una terrazza giardino, entrò nel vasto albergo e, attraversata la grande hall e il vestibolo, sirecò nell’ufficio di direzione. Poiché era atteso, venne ricevuto con premurosa affabilità. Il direttore – un ometto discreto, ossequiosamente gentile, con un paio di baffetti neri e una finanziera di taglio francese – salì con lui in ascensore al secondo piano e gli mostrò la sua camera, un locale simpatico, dai mobili di legno di ciliegio; vi avevano posto dei fiori molto odorosi. Dalle ampie finestre si godeva la vista del mare aperto. Si avvicinò a una di esse (l’impiegato se n’era andato) e, mentre alle sue spalle portavano il bagaglio e lo sistemavano in camera, guardò all’esterno: la spiaggia aveva l’aspetto semideserto del pomeriggio: il mare nuvoloso era in alta marea, onde basse e lunghe si frangevano con ritmo uguale sulla riva."

Già nella seconda metà dell'ottocento il Lido di Venezia si era andato affermando come stazione balneare di livello europeo: nel 1872 era stata costituita la Società Civile Bagni Lido, i cui impianti furono premiati per la loro modernità all'Esposizione nazionale di Torino del 1884. Proprio di fronte a questi impianti sorse nel 1900 l'Hotel Des Bains che, insieme all'Hotel Excelsior, edificato otto anni dopo, fu determinante per l'urbanizzazione dell'isola. Progettato e realizzato in un sobrio stile Liberty dai fratelli veneziani Raffaello e Francesco Marsich, l'edificio si compone di un corpo centrale a sei piani e da due corpi laterali a cinque piani, immersi in un parco ricavato da un bosco secolare ricco di molteplici varietà di piante, che costituiva l'argine naturale della spiaggia. Già dall'inizio dotato di illuminazione elettrica, acqua potabile, ghiacciaie, telefoni, ascensori, bagni privati e frigoriferi, il complesso venne inaugurato con grande sfarzo il 5 luglio 1900. Negli anni successivi era prevista la realizzazione di un tunnel che doveva congiungere, sotto la laguna, il Lido con Venezia. Largo 10 metri e lungo 3 km, avrebbe dovuto ospitare tram e pedoni, tubature dell'acqua, cavi telegrafici, telefonici e posta pneumatica. L'ingresso dell'Italia nel conflitto mondiale fece fallire il progetto, per il quale erano già stati trovati dei finanziamenti da parte di alcune banche inglesi. Nel 1915 il Des Bains fu costretto a chiudere a causa della guerra: fu asportato il contatore dell'acqua, le finestre e gli ingressi furono sbarrati e un solo custode fu lasciato a vigilare l'enorme struttura. A luglio del 1916 un incendio, divampato per cause imprecisate, distrusse l'albergo in poche ore nonostante l'intervento di numerosi volontari, proprio a causa della mancanza d'acqua, ma già nel 1919 l'edificio fu ripristinato. L'assetto attuale dell'albergo è dovuto agli interventi operati tra il 1924 e il 1926. Contrariamente a quanto avvenuto durante gli anni 1915-1918, durante il secondo conflitto mondiale il Des Bains rimase aperto. Dopo l'8 settembre 1943 gli ufficiali tedeschi lo requisirono per farne un circolo ricreativo e minarono, per timore di uno sbarco delle forze alleate, sia la spiaggia che la parte del parco rivolta a nord. L'albergo subì un ulteriore danno il 4 novembre 1966, quando un'eccezionale ondata di maltempo provocò una mareggiata che distrusse le capanne, le strutture balneari e allagò i sotterranei dell'albergo trasportando sabbia e detriti. Dopo essere decaduto e chiuso, fu adibito a set cinematografico per il film Morte a Venezia (1971) del regista italiano Luchino Visconti. Nel 2010 l'hotel è stato chiuso per trasformarlo in un complesso di lussuosi appartamenti, il Residenze des Bains. I lavori sono stati interrotti prima del completamento e ad oggi sono ancora sospesi.

Ultimo aggiornamento: 27-07-2017

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