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LE COSTE_VIAGGIO IN SARDEGNA

“Proprio la conformazione geomorfologica della costa ha fatto sì che, nei secoli, la Sardegna si sia rivelata ai vari invasori come un gioiello dal furto solo apparentemente semplice, tanto agile da conquistare quanto impossibile da difendere una volta occupata, nonostante i coscienziosi tentativi fatti in merito, come testimoniano le numerose torri di avvistamento spagnole disposte lungo tutto il perimetro costiero.”(pagina 49)

Partendo da sud la meta irrinunciabile è la Costa Verde, così chiamata per la nota cromatica dominante data dalla lussureggiante vegetazione spontanea che arriva fino alla spiaggia, mischiando i suoi aromi con quelli salmastri provenienti dal mare. 

Quello che rende questo posto assolutamente altro rispetto al resto dell’isola è la combinazione tra una natura vergine e l’esistenza di uno dei complessi di archeologia industriale più belli e meglio conservati d’Europa: le miniere del Sulcis Iglesiante, in gran parte dichiarate patrimonio dell’Unesco. 


 Il complesso minerario maggiore è quello dei cantieri di Levante e di Ponente a Montevecchio, la cui attività è cessata negli anni '80. Attualmente le sue miniere sono diventate un parco geominerario di straordinario interesse storico. Visitarlo è un’esperienza non paragonabile. Niente è infatti simile alla visione delle case dei minatori praticamente intatte a Piccallina e a Sant’Antonio, degli strumenti di lavoro, dei macchinari a cielo aperto, delle ville liberty degli amministratori, degli ampi spazi coperti delle officine metallurgiche, dei carrelli pieni di pietre.

Tra tutte le spiagge più fruibili della Costa Verde la più rappresentativa è proprio Piscinas, un litorale perfetto costituito da tre chilometri di sabbia dorata. La sua particolarità sono le dune, le più alte d’Europa , che raggiungono anche cento metri d’altezza e si muovono di continuo, modellate dal maestrale che soffia in tutte le stagioni. 

 

Risalendo verso Nord fino alla chiusura superiore del golfo di Oristano , la meta da non saltare è l’Area Marina Protetta del Sinis e isola di Mal di Ventre. Quella del Sinis è una costa molto meno selvaggia, ma i segni della presenza dell’uomo sono abbastanza discreti da offrire comunque lo spettacolo di spiagge intatte. Le sabbie di queste spiagge sono costituite da grani di quarzo candido, formatisi dall’erosione millenaria dei massicci quarziferi della vicina isola di Mal di Ventre; questo le rende delle “paleospiagge” veri e propri reperti geologici non ripetibili, motivo per cui la tentazione di portarsi via un pugno di sabbia di quarzo come souvenir per l’acquario può giustamente costare molto cara.

 

Ultimo aggiornamento: 28-08-2019

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