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LE SUPERSTIZIONI E TRADIZIONI_VIAGGIO IN SARDEGNA

“Le leggende aiutano a capire molte cose, tanto che tutt’oggi le narrazioni tradizionali di cui è ricca la Sardegna farebbero invidia all’immaginario tolkeniano per la presenza di creature fantastiche, retaggio di culti scomparsi.”( pagina 69)

La Sardegna è un vero paradiso per comunità neopagane, astrologi, cacciatori di misteri, esoteristi di varia natura, ufologi e sceneggiatori di genere. 

I nuraghi sono la prima forte attrattiva in questo senso per la loro peculiarità: non esistendo niente di analogo con cui fare confronti, a spiegare definitivamente questi monumenti non è bastata neppure l’ipotesi religiosa. Ogni anno gruppi di esoteristi eleggono qualche nuraghe a locazione privilegiata per riti di varia natura, aiutati dallo stato di scarsa custodia in cui versano queste torri antichissime. 

Un altro resto archeologico di un monumento religioso inspiegabile è quello della piramide a gradoni di Monte d’Accoddi  situata nella Nurra, a una decina di chilometri da Sassari e Porto Torres: si tratta di una ziggurat unica nel Mediterraneo, la cui incredibile presenza ha riscontri analoghi solo in Mesopotamia.  A differenza degli edifici mesopotamici, che sono realizzati in Argilla, la piramide a gradoni di Monte d’Accoddi è completamente in blocchi di pietra, come tutti i megaliti sardi, e presenta le tracce di due stratificazioni , probabilmente due templi simili costruiti uno sull’altro in fasi differenti della stessa civiltà. Sebbene sia impossibile determinare oggi a quale dio volessero rendere omaggio le popolazioni che la eressero, le congetture più accreditate riconoscono nell’altare superiore un luogo probabilmente adibito a riti di fertilità. 

 

Altro elemento che fa impazzire gli appassionati di antiche religioni  sono i pozzi sacri dedicati ad una divinità femminile. Il pozzo più rappresentativo è quello di Santa Cristina, nella regione storica del Barigadu. La struttura architettonica di questo pozzo sacro è molto più complessa rispetto agli altri. Nulla nella sua struttura è lasciato al caso, come sembra confermato anche dai più recenti studi astronomici sull’orientamento del pozzo: infatti, è ormai verificato che ogni diciotto anni e sei mesi, l’ astro lunare al suo plenilunio proietta sul fondo del pozzo l’intera sua forma attraverso il foro che sovrasta la cupola di copertura.

 

 

Ancora oggi continuano ad essere celebrati i carnevali dei Merdules e Boes, due maschere tradizionali in cui sono riscontrabili con evidenza le tracce degli antichi culti del Mediterraneo arcaico dedicati a Dioniso Mainoles. I Merdules rappresentano dei pastori e sono i padroni dei Boes, i buoi, che durante il carnevale si scagliano contro la folla per poi essere percossi dai padroni con dei bastoni. Questo non serve a punirli ma a far sgorgare dalla loro schiena il sangue che porterà pioggia e feconderà la terra. Tutta la processione è accompagnata da una figura femminile interpretata da un uomo acconciato da vecchia filatrice vestita a lutto, sa filonzana. La vecchia, come le Parche, fila la lana e minaccia continuamente di reciderla con un chiaro simbolismo.

 

Ultimo aggiornamento: 04-09-2019

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