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NELLA NATURA SELVAGGIA

"Nelle natura selvaggia" è un libro di Jon Krakauer, pubblicato nel 1996, che racconta la vita dello statunitense Christopher McCandless, ricostruita tramite gli scritti del suo diario e i racconti delle persone che lo incontrarono durante il suo viaggio verso l'Alaska. Il libro è l'espansione di un articolo intitolato "Morte di un innocente", apparso nel gennaio 1993 sul magazine Outside.

Chistopher nasce il 12 febbraio del 1968 nel Sud della California, da Walt McCandless, un dipendente della NASA, e Wilhelmina Johnson, un'impiegata. Dopo sei anni a El Segundo, la famiglia si sposta in Virginia. Nel 1990 si laurea all'Università Emory, ottenendo una specializzazione in Storia e Antropologia. Benestante di famiglia, decise di attraversare l'Ovest Americano da solo, dopo aver donato i suoi 24.000 dollari di risparmi alla Oxfam. Intraprese inizialmente il viaggio con la sua vecchia auto, una Datsun B210 gialla del 1982, continuando poi a piedi.

La Datsun fu in seguito ritrovata nel deserto del Mojave. Prima di lasciare la sua auto bruciò parte dei suoi risparmi e gettò via la targa dell'auto, tenendo però con sé i documenti di identità: proseguì quindi a piedi facendo autostop, girovagando tra Stati Uniti occidentali e Messico settentrionale.

Trascorse gli ultimi 112 giorni della sua vita nei boschi dell'Alaska, nel parco nazionale di Denali, avendo come unico rifugio un vecchio autobus abbandonato, trovato per caso, da lui chiamato Magic Bus.

 

 Per un certo periodo, Chris riuscì a sopravvivere con l'ausilio di pochi strumenti: un fucile, con cui poteva procacciarsi della selvaggina, una sacca di riso, un libro sulle piante commestibili del luogo, una mappa e altri semplici oggetti da campo. Fu ritrovato morto all'interno dell'autobus, nel settembre del 1992, da due cacciatori che ne scoprirono il corpo a due settimane dal decesso: ufficialmente è morto di fame (al momento del ritrovamento il cadavere pesava circa 30 kg), ma altre possibili cause sono il freddo e l'aver accidentalmente ingerito i frutti di una pianta velenosa. Nel proprio documentario il regista Lamothe ipotizza che McCandless avesse una ferita alla spalla o al braccio, come risulterebbe dalla famosa foto scattata davanti al bus pochi giorni prima della morte, dove la manica destra della camicia sembra vuota. Lamothe, basandosi sulla nota di aiuto scritta da McCandless, crede che quella ferita abbia impedito al giovane di attraversare a nuoto il fiume Teklanika per scappare. Una tesi ancora più recente spiega come fu avvelenato dalla neurotossina ODAP (presente in alcuni semi di cui si era nutrito), che lo avrebbe lentamente paralizzato. All'epoca non si conoscevano gli effetti di questa neurotossina e neanche la sua presenza in alcune piante, ritenute commestibili. 

Nel vecchio autobus, accanto al cadavere, furono ritrovati numerosi appunti da lui scritti, una macchina fotografica, una borraccia, alcune pastiglie per purificare l'acqua, un paio di pantaloni imbottiti, guantoni di lana, una bottiglia di repellente per gli insetti, un cilindro consumato di burrocacao, una scatola di fiammiferi, un paio di stivali e alcuni libri di autori quali Tolstoj, Jack London e H. D. Thoreau.

LE TAPPE DEL VIAGGIO DI CHRISTOPHER:

_Un itinerario interiore

_L'intensità dei rapporti di amicizia

_la bellezza e la verità

 

I luoghi visitati e attraversati da Christopher sono minuziosamente elencati nel resonconto presente su tripline.

Ultimo aggiornamento: 31-08-2017

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